A man painting a Santa hat on a witch's hat on a chair outdoors with buildings in the background.

Tecniche multiple Multiple techniques

La gamma delle tecniche adottate è molto ampia in quanto sono numerosi gli strumenti  utilizzati da Alessio Nebbia. Si tratta di disegno a matita o ad inchiostro di china, di acquerelli o di tempere su carta, di pittura ad olio su tela o su legno, di gesso modellato e colorato sino alle matrici per le fusioni in bronzo. In ogni caso queste tecniche sono state pienamente padroneggiate e piegate ad esprimere la propria visione.

The range of techniques employed is very broad, as are the numerous tools employed by Alessio Nebbia. These include pencil or Indian ink drawings, watercolors or tempera on paper, oil paint on canvas or wood, modeled and colored plaster, and even bronze casting matrices. In each case, these techniques have been fully mastered and adapted to express his vision.

Macchine fotografiche Cameras

Delle prime macchine fotografiche utilizzate non si ha conoscenza: si sono però ritrovati molti negativi, e copie,  del formato 3x4, 6x6 e 6x9 e lastre di vetro del formato di circa 7x10 e 9x12 . Dopo l'insediamento a Courmayeur fu utilizzata una macchina a lastre di vetro da cm 10 x 15 , dotata di soffietto e di tre obiettivi intercambiabili. Di notevole ingombro e peso (il suo uso presupponeva la presenza di un cavalletto e di numerose e pesanti lastre di vetro) permetteva però fotografie di grande incisione e profondità di campo: la macchina utilizzata era una Zeiss Ika, prodotta dal 1926, del peso del solo corpo di 2 kg che, con custodia, obiettivi, cavalletto, superava gli 8 kg.

Nothing is known about the first cameras used: however, many negatives and copies have been found, in the 3x4, 6x6 and 6x9 formats, as well as glass plates in the formats of approximately 7x10 and 9x12. After settling in Courmayeur, a 10 x 15 cm glass plate camera was used, equipped with bellows and three interchangeable lenses. Although it was quite bulky and heavy (its use required the presence of a tripod and numerous heavy glass plates), it nevertheless allowed for photographs with great sharpness and depth of field: the camera used was a Zeiss Ika, produced from 1926, with a body alone weighing 2 kg, which, with case, lenses, and tripod, exceeded 8 kg.

Macchina fotografica "da campagna" "Campaign" camera

Per ovviare alle difficoltà d'uso in esterni della Zeiss Ika, venne acquistata una macchina biottica tedesca, la Rolleicord, sorella minore della più nota Rolleiflex, prodotta dal 1934. Dotata di un obiettivo Triotar 1:3,5 f=7,5 cm, permise di utilizzare la più semplice e leggera pellicola su supporto cartaceo, in luogo delle pesanti lastre, ed il medio formato 6 x 6 o 4,5 x 6 cm.

To overcome the difficulties of using the Zeiss Ika outdoors, a German twin-lens camera was purchased, the Rolleicord, the smaller sister of the better-known Rolleiflex, produced since 1934. Equipped with a 1:3.5 f=7.5 cm Triotar lens, it allowed the use of the simpler and lighter paper-based film, instead of heavy plates, and the medium format 6 x 6 or 4.5 x 6 cm.

Lanterna Lantern

Strumento indispensabile per illuminare il percorso notturno  di avvicinamento alla meta, la lanterna  era costituita da pannelli in lamierino zincato articolabile a costituire un prisma triangolare. Due lati erano conformati a finestra con lastrine di mica. All'interno la luce di una candela era tutta quella ottenibile. Una sorta di micro-camino garantiva l'aria che impediva alla fiamma della candela di spegnersi.

An indispensable tool for illuminating the nighttime approach to the destination, the lantern was made of galvanized sheet metal panels that could be articulated to form a triangular prism. Two sides were shaped like windows with mica plates. Inside, the light from a single candle was all that could be obtained. A sort of micro-chimney provided the air that prevented the candle flame from going out.

La pittura Painting

La pittura era  ad olio su legno compensato oppure su tela di canapa tesata su telaio in legno. Il compensato era utilizzato per pitture di piccola dimensione (in genere sotto 30x40 cm) effettuate sul posto (i “bozzetti”) che assumevano aspetti di grande freschezza. In studio invece nascevano le pitture più“pensate”, di dimensioni maggiori (in genere sopra 65x80 cm) e  realizzate su tela, su cui spesso era stesa una imprimitura bianca di base.

I bozzetti presentavano la caratteristica di essere realizzati con colore fresco su altro appena steso in modo da eseguire l'opera in breve tempo (una o due ore). Le opere eseguite in studio potevano invece attendere che il colore asciugasse per poter poi eseguire integrazioni o correzioni, anche estese.

L'attrezzatura “da campagna” consisteva in una cassettina in legno, da tenere con il pollice inserito in un buco posto nel fondo della cassetta, nel cui rovescio del coperchio veniva ospitata la tavoletta da dipingere e nella cui base si trovava la piccola tavolozza con i pennelli. Diverse  cassette permettevano di realizzare bozzetti delle dimensioni di cm 23x29, 18x24 e 13x16. 

In studio veniva utilizzato un cavalletto in legno con il morsetto superiore scorrevole verticalmente in modo da adattarlo alle differenti dimensioni delle singole tele.

Painting was done in oil on plywood or on canvas stretched over a wooden frame. Plywood was used for small paintings (generally under 30x40 cm) done on site (the "sketches"), which took on a fresh appearance. In the studio, however, more "thoughtful" paintings were created, larger in size (generally over 65x80 cm) and executed on canvas, often primed with a white primer.

Sketches were characterized by being painted with wet paint over freshly applied paint, allowing the work to be completed quickly (one or two hours). Works done in the studio, however, could wait for the paint to dry before making additions or corrections, even extensive ones.

The "field" equipment consisted of a small wooden box, held with the thumb inserted into a hole in the bottom of the box. The painting board was placed on the reverse of the lid, and the small palette with brushes was located at the base. Various boxes allowed for the creation of sketches measuring 23x29, 18x24, and 13x16 cm.

In the studio, a wooden easel was used with a vertically sliding upper clamp to adapt it to the different dimensions of the individual canvases.

 

I panorami Panoramas

Nei panorami, che si ricollegano alla tradizione delle vedute a volo d'uccello ottocentesche, viene determinato un punto di vista ideale, dal quale si proietta la superficie terrestre su un'antistante superficie sferica. La costruzione del panorama segue la logica della geometria proiettiva e descrittiva. Con questo metodo sono state costruite tutte le vedute panoramiche, salvo l'ortorama della Catena del Monte Bianco, ove le visuali non provengono da un singolo punto di osservazione ma da un punto all'infinito risultando quindi tutte parallele.

Le vedute panoramico-prospettiche non sono una carta geografica o topografica ma di queste conservano gli elementi di precisione e leggibilità.

Una più precisa descrizione delle modalità esecutive dei panorami è reperibile nel CAHIER DODICI MUSEOMONTAGNA edito dal Museo nazionale della montagna  "Duca degli Abruzzi" di Torino nel 1982.

Panoramas, which link back to the tradition of 19th-century bird's-eye views, establish an ideal vantage point from which the Earth's surface is projected onto a spherical surface. Panorama construction follows the logic of projective and descriptive geometry. All panoramic views were constructed using this method, except for the ortorama of the Mont Blanc mountain range, where the views are not drawn from a single observation point but from a point at infinity, thus resulting in all being parallel.

Panoramic-perspective views are not geographical or topographical maps, but they retain their precision and legibility.

A more detailed description of the panorama's production methods can be found in the CAHIER DODICI MUSEOMONTAGNA (Double Mountain Museum), published by the National Mountain Museum "Duca degli Abruzzi" in Turin in 1982.

I plastici Models

Il procedimento costruttivo consisteva nella realizzazione con apposite stecche di una forma in morbida plastilina che permetteva di modellare  una prima matrice negativa in gesso, irrigidita con un telaio  e trucioli di legno imbevuti con malta di gesso.Da tale matrice si ricavavano copie positive che venivano lavorate e dipinte sulla scorta di migliaia di fotografie. Questo procedimento consentiva di avviare un processo di lavorazione "in serie con rifiniture a mano" quale realizzò con le copie del plastico del Cervino e del Monte Bianco.

The construction process consisted of creating a soft plasticine mold using special slats, which allowed for the modeling of an initial negative plaster mold, stiffened with a frame and wood shavings soaked in plaster mortar. From this mold, positive copies were obtained, which were then worked and painted based on thousands of photographs. This process allowed for the initiation of a "serial production process with hand finishing," as was achieved with the replicas of the Matterhorn and Mont Blanc models.